091303417Lun-Ven 10.00/18.00    

Campo Natura 6-11 anni

Campo Natura non residenziale al Parco di Villa Tasca

CAMPO NATURA non residenziale a VILLA TASCA
LUN-VEN 8.30-16.00

Bambini dai 6 agli 11 anni
Turni settimanali con pranzi inclusi

Un Campo Natura in città, un metodo innovativo di educazione non formale, immersi nella natura. Un luogo che pone al centro il fare esperienza e dove i bambini possono giocare e apprendere, costruire e ascoltare, correre e sporcarsi.
Un’oasi verde nel cuore di Palermo, una proposta, una esperienza pedagogica di outdoor education, che rispetta i
diritti naturali dei bambini.

 

UN CAMPO NATURA PER...

Ricercare le sfumature della natura, i verdi delle foglie, i marroni delle terre, riprodurle con i colori naturali per realizzare la propria tavolozza dei colori - IL DIRITTO ALLE SFUMATURE

Esplorare, nascondersi, costruire un rifugio, giocare, seguire la scia delle formiche per trovarne il loro nascondiglio scoprendo angoli segreti tra la vegetazione del parco – IL DIRITTO AL SELVAGGIO

Percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi delle piante aromatiche, esplorare il giardino con percorsi sensoriali alla ricerca dei profumi e restare affascinati dagli aromi della natura – IL DIRITTO AGLI ODORI

Passeggiare a piedi nudi sull’erba, giocare con la terra e la creta, dipingere insieme in un unico lenzuolo, assaggiare un frutto appena colto dall’albero e estrarre dalle foglie un olio essenziale – IL DIRITTO A SPORCARSI

Costruire con i materiali naturali raccolti tra gli alberi, utilizzare strumenti e attrezzi per creare un oggetto, una propria opera d’arte, attraverso un laboratorio di manualità creativa – IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI

Giocare ad ascoltare il silenzio, individuare il soffio del vento e riconoscere il canto degli uccelli per seguirne, attraverso i suoni, il loro percorso – IL DIRITTO AL SILENZIO

Alternare attività a momenti di gioco libero in autonomia, riscoprendo giochi antichi, sdraiarsi sotto un albero secolare per riposarsi beneficiando della sua ombra - IL DIRITTO ALL’OZIO

Conoscersi attraverso l’ascolto, giochi cooperativi, momenti strutturati di condivisione e racconto, prendere la parola e dialogare per essere liberi di esprimersi – IL DIRITTO AL DIALOGO

Parco Villa Tasca

Villa Tasca è un’oasi nel cuore della città di Palermo. Un angolo della conca d’oro in cui sentirsi immersi nella bellezza della natura. Il Parco si estende su una superficie di 6 ettari, tra sentieri, zone ombreggiate, prati, alberi secolari e un mandarineto centenario. Al suo interno si trova la storica Villa Tasca con il fiabesco giardino ottocentesco.

ORARI: Dalle 8.30 alle 16.00

TURNI SETTIMANALI da Lunedì a Venerdì

  • SETTIMANA 1: 20 - 25 Luglio - PRENOTAZIONI CHIUSE
  • SETTIMANA 2: 27 - 31 Luglio - PRENOTAZIONI CHIUSE
  • SETTIMANA 3: 03 - 07 Agosto - PRENOTAZIONI CHIUSE
  • SETTIMANA 4: 24 - 28 Agosto - PRENOTAZIONI CHIUSE
  • SETTIMANA 5: 31 Agosto - 4 Settembre - PRENOTAZIONI CHIUSE
  • SETTIMANA 6: 07 - 11 Settembre

QUOTE:  settimanali
La quota comprende:
1 operatore ogni 7 bambini per 5 giornate;
5 pranzi;
ingresso al Parco Villa Tasca;
metariale didattico;
segreteria organizzativa

COME PRENOTARE: Compila il FORM di questa pagina "Richiedi informazioni", inserisci l'età del partecipantie e la settimana scelta. Riceverai una mail di conferma della disponibilità e le modalità di conferma della prenotazione. Attenzione: i laboratorio sarà effettuato al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti.

IL DIRITTO ALL’OZIO

Siamo in un momento della storia umana in cui tutto è programmato, curriculato, informatizzato. I bambini hanno praticamente la settimana programmata dalle loro famiglie o dalla scuola. Non c’è spazio per l’imprevisto. Non c’è, da parte dei bambini e delle bambine, la possibilità di qualcosa di autogestito, di giocare da soli. C’è bisogno di un tempo in cui i bambini siano soli, in cui imparino a “vivere il sistema delle regole”, imparando da soli a gestire i piccoli conflitti. E questo senza la presenza eccessiva degli adulti. È solo così che si diventa adulti sani.

IL DIRITTO DI SPORCARSI

“Non ti sporcare”, una frase tipica del genitore della società del benessere. Credo che i bimbi e le bimbe abbiano il sacrosanto diritto di giocare con i materiali naturali quali la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, i sassi, i rametti… Quanta gioia nel pastrocchiare con una pozzanghera o in un cumulo di sabbia. Proviamo ad osservare attentamente bimbi e bimbe in alcuni momenti di pausa dai giochi organizzati oppure quando siamo in un boschetto… e scopriremo con quanto interesse riescono a giocare per ore con poche cose trovate per terra.

IL DIRITTO AGLI ODORI

Oggi rischiamo di mettere tutto sotto vuoto. Abbiamo annullato le diversità di naso, o meglio le diversità olfattive, tipiche di certi luoghi. Pensiamo alla bottega del fornaio, all’officina del meccanico delle biciclette, al calzolaio, al falegname, alla farmacia. Ogni luogo ha un proprio odore: nei muri, nelle porte, nelle finestre. Oggi una scuola, un ospedale, un supermercato o in una chiesa hanno lo stesso odore di detergente. Non ci sono più differenze. Eppure chi di noi non ama sentire il profumo di terra dopo un acquazzone e non prova un certo senso di benessere entrando in un bosco ed annusando il tipico odore di humus misto ad erbe selvatiche? Imparare fin da piccoli il gusto degli odori, percepire i profumi offerti dalla natura, sono esperienze che ci accompagneranno lungo la nostra esistenza.

IL DIRITTO AL DIALOGO

Dobbiamo constatare sempre di più la triste realtà di un sistema di comunicazione e di informazione “unidirezionale”. Siamo spettatori passivi dei tanti mass media: soprattutto la televisione. In quasi tutte le case si mangia, si gioca, si lavora, si accolgono gli amici “a televisione accesa”. E la televisone trasmette modelli culturali, ma soprattutto plasma il consumatore passivo. Con la televisione non si prende certo la parola. Cosa diversa è il raccontare fiabe, narrare leggende, vicende e storie, fare uno spettacolo di burattini. In questi casi anche lo spettatore-ascoltatore può prendere la parola, interloquire, dialogare.

IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI

La tendenza del mercato è quella di offrire tutto preconfezionato. L’industria sforna ogni giorno miliardi di oggetti “usa e getta” che non possono essere riparati. Nel mondo infantile i giocattoli industriali sono talmente perfetti e finiti che non necessitano dell’apporto del bambino o della bambina. L’abitudine al video-gioco è spesso incentivata dalla stessa scuola che, nel proporre l’introduzione del computer, ne suggerisce l’accattivante utilizzo ludico. E nel contempo mancano le occasioni per sviluppare le abilità manuali ed in particolare la manualità fine. Non è facile trovare bambini e bambine che sappiano piantare chiodi, segare, raspare, cartavetrare, incollare… anche perchè è difficile incontrare adulti che vanno in ferramenta a comprare i regali ai propri figli. Quello dell’uso delle mani è uno dei diritti più disattesi nella nostra società post-industriale.

IL DIRITTO AD UN “BUON INIZIO”

Mi riferisco alla problematica dell’inquinamento. L’acqua non è più pura, l’aria è intrisa di pulviscoli di ogni genere, la terra è inquinata dalla chimica di sintesi. Si dice sia il frutto non desiderato dello sviluppo e del progresso. Eppure oggi è importante anche “tornare indietro”. Ritrovato il gusto del camminare per la città, lo stare insieme in maniera conviviale. Ed è questo che spesso i bimbi e le bimbe ci chiedono. Da qui l’importanza dell’attenzione a quello che fin da piccoli “si mangia”, “si beve” e “si respira”.

IL DIRITTO ALLA STRADA

La strada è il luogo per mettere in contatto le persone, per farle incontrare. La strada e la piazza dovrebbero permettere l’incontro. Oggi sempre più le piazze sono dei parcheggi e le strade sono invivibili per chi non ha un mezzo motorizzato. Piazze e strade sono divenute paradossalmente luoghi di allontanamneto. É praticamente impossibile vedere bambini giocare in piazza. Gli anziani sono continuamente in pericolo in questi luoghi. Dobbiamo ribadire che, come ogni luogo della comunità, la strada e la piazza sono di tutti… così come ancora è in qualche paesino di montagna o in molte città del Sud del mondo.

IL DIRITTO AL SELVAGGIO

Anche nel cosidetto tempo libero tutto è preorganizzato. Siamo nell’epoca dei “divertimento”. I parchi gioco sono programmati nei dettagli. Così accade anche nel piccolo, nei parchi delle scuole o nelle aree verdi delle città, compreso l’arredo urbano. Ma dov’è la possibilità di costruire un luogo di rifugio-gioco, dove sono i canneti e i boschetti in cui nascoondersi, dove sono gli alberi su cui arrampicarsi? Il mondo è fatto di luoghi modificati dall’uomo, ma è importante che questi si compenetrino con luoghi selvaggi, lasciati al naturale. Anche per l’infanzia.

IL DIRITTO AL SILENZIO

I nostri occhi possono socchiudersi e così riposare, ma l’apparato auricolare è sempre aperto. Così l’orecchio umano è sottoposto continuamente allle sollecitazioni esterne. Mi sembra ci sia l’abitudine al rumore, alla situazione rumorosa al punto da temere il silenzio. Sempre più spesso è facile partecipare a feste di compleanno di bimbi e bimbe accompagnate da musiche assordanti. E così è anche a scuola. L’emblema di tutto ciò è dato da coloro che si spostano alle periferie delle città e a piedi o in bicicletta si portano nella natura per una bella passeggiata con le cuffie dell’Ipod ben inserite nelle orecchie. Perdiamo occasioni uniche: il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua. Il diritto al silenzio è educazione all’ascolto silenzioso.

IL DIRITTO ALLE SFUMATURE

La città ci abitua alla luce, anche quando in natura luce non c’è. Nelle nostre case l’elettricità ha permesso e permette di vivere di notte come di fosse giorno. E così spesso non si percepisce il passaggio dall’una all’altra situazione. Quel che più è grave è che pochi riescono a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto. Non si percepiscono più le sfumature. Anche quando con i bambini usiamo i colori non ci ricordiamo più delle sfumature. Il pericolo è quello di vedere solo nero o bianco. Si rischia l’integralismo. In una società in cui le diversità aumentano anziché diminuire, quest’atteggiamento può essere realmente pericoloso.

I diritti naturali di bimbi e bimbe di Gianfranco Zavalloni

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